Laboratorio urbano - Mente locale

Il Laboratorio urbano - Mente locale è una iniziativa di auto mutuo aiuto che nasce tra i servizi della salute psichica e mentale del ASLTO1 di Torino. Inizia le sue attività il Giugno del 2000 e ci si incontra una volta alla settimana il Martedì mattino dalle 11.00 alle 13.00 circa, a Cascina Roccafranca, via Rubino 45, Mirafiori nord, Torino. Chi vuole sapere di più può scrivere a :laburb@libero.it




giovedì 17 agosto 2017

10 punti dal coordinamento associazioni.

Dai 7 ai 10 punti, 
CONTRIBUTO ALLA FORMAZIONE DEL PIANO DI AZIONE
PER LA SALUTE MENTALE IN  PIEMONTE

1) Riconoscimento del Coordinamento delle Associazioni degli utenti, dei familiari e degli operatori di Torino e cintura.
Si chiede che il Tavolo di Coordinamento delle associazioni in epigrafe elencate e delle quali si indicano in calce gli indirizzi email, sia riconosciuto tra gli interlocutori maggiormente rappresentativi nelle consultazioni relative alla programmazione della prevenzione, della cura e della riabilitazione della salute mentale in Piemonte.
2) Diritto alla libertà di scelta nella cura.                        
Gli utenti devono essere informati sui metodi di cura e sui possibili risultati, e sui medici psichiatri disponibili, e in particolare ottenere dal CSM e/o dallo psichiatra curante copia scritta e sottoscritta dalle parti del Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale (PTRI). Gli utenti devono poter scegliere sia il servizio dove curarsi sia il terapeuta al quale affidarsi ed a cui fare riferimento anche nei periodi di ricovero, in applicazione dell’art. 32 della Costituzione, richiamando il principio della volontarietà della cura medica, eccettuati i casi previsti dalla legge (A.S.O. e T.S.O.).
3) La cura: il farmaco in psichiatria, in particolare il farmaco a rilascio prolungato. 
Il consenso informato sull’utilizzo del farmaco deve essere effettivo ed esplicito e non una operazione formale di mero consenso implicito o presunto. L’informazione finalizzata all’ottenimento del consenso deve chiarire il tipo di farmaco somministrato e la motivazione della sua utilità e appropriatezza, quantità, esiti positivi e negativi attesi, modalità di somministrazione, valutazione di scelta tra terapie orali giornaliere e terapia a depot, cronoprogramma del periodo di assunzione e della valutazione degli effetti e degli esiti programmati, effetti collaterali nocivi e intolleranze.
Gestione ed effetti dei farmaci devono essere monitorati periodicamente con riunioni tra chi li prescrive e chi li assume ed i familiari conviventi, se non vi è opposizione dell’utente. 
4) Accertamento sanitario obbligatorio, Trattamento sanitario obbligatorio e divieto della contenzione meccanica. 
L’intervento sull’utente in caso di crisi ed urgenza deve prevedere decisioni di trattamento che assicurino prioritariamente le cure nel luogo di vita delle persone, evitando, ove possibile, il ricorso al ricovero ospedaliero. Gli operatori valutano le sue condizioni psichiche, utilizzando ogni mezzo ritenuto opportuno per tenere attivo il dialogo e la negoziazione col fine ultimo di ottenere il consenso al trattamento da parte dell’interessato. La proposta di T.S.O. può essere avanzata soltanto una volta esperiti senza successo tutti i possibili tentativi per acquisire il consenso volontario della persona in crisi. Il CSM potrà dotarsi di ambienti di ricovero temporaneo in caso di acuzie.
Contestualmente alla convalida del provvedimento di T.S.O. del Sindaco il Giudice tutelare nomina un garante di fiducia dell’utente ovvero iscritto nell’Albo a ciò predisposto dall’Ufficio del Giudice Tutelare, al fine di verificare il pieno rispetto dei diritti della persona sottoposta a T.S.O. e di sostenerla nella negoziazione del programma di cura con il CSM competente, favorendo la formazione del consenso, sia pure parziale, al trattamento.
Nei SPDC è vietato il ricorso ad ogni forma di contenzione meccanica. Non è ammessa alcuna forma di misura coercitiva che rappresenti una ulteriore restrizione della libertà personale. In caso di violazione chiunque vi abbia interesse può presentare un esposto al Giudice Tutelare, il quale dispone l’immediata revoca del T.S.O. e ne informa la competente Procura della Repubblica.
5)  Co-progettazione del piano di cura: PTRI ed esordi.  
Ferma la necessità di conseguire il consenso dell’utente al trattamento psichiatrico, nei casi di prima manifestazione del disturbo psichiatrico devono essere preferiti approcci dialogici; in particolare il Dialogo Aperto, dopo la fase di sperimentazione, deve essere inserito organicamente nei servizi di cura, previa la necessaria formazione degli operatori. Nella formazione del Dialogo Aperto e Supporto tra Pari partecipano utenti e familiari, se non vi è motivata opposizione dell’utente.  
I familiari, se l’utente è d’accordo, devono sempre essere consultati dai medici di riferimento del CSM  e fare parte integrante dei percorsi di cura e riabilitazione.
6)  La famiglia con utenti a carico.  
L’ASL riconosce ai nuclei familiari conviventi con l’utente, di gran lunga numericamente superiori a quelli con familiare abitualmente collocato in una struttura psichiatrica comunitaria, ove lo richiedano, un contributo economico di supporto, anche sotto forma di rimborso spese,  proporzionato al reddito della famiglia e secondo modalità analoghe a quelle applicate per l’Inserimento Eterofamiliare Supportato per Adulti (IESA).
Le famiglie degli utenti conviventi sono supportate attraverso l’utilizzo di approcci dialogici e sistemici. I servizi alleggeriscono l’impegno costante dei familiari, soprattutto nei giorni festivi e dopo l'orario di chiusura dei CSM, ambulatori e Centri Diurni, mediante reperibilità telefonica sulle 24 ore, gestita da personale preparato dal CSM.; assistono la famiglia anche economicamente nel percorso di inserimento lavorativo dell’utente (spese di orientamento, formazione e autopromozione), e nell’intraprendere attività ludico-motorie propedeutiche alla riabilitazione.
Il CSM si adopera per rendere effettivamente applicata la legge 68/1999 sull'inserimento lavorativo delle persone fisiche affette da minorazioni fisiche e psichiche. 
7)  Le Case di cura private nel sistema della salute mentale.
Nel territorio regionale sono tuttora presenti n° 9  Case di cura per Malattie Nervose e Mentali estranee all’organizzazione sanitaria del DSM, con attività di lungodegenza sovrapponibile a quella svolta nelle comunità psichiatriche, sottraendo ingenti ricorse economiche ai CSM, alla Domiciliarità Assistita ed all’uso di pratiche riabilitative innovative. Nel rispetto delle normative vigenti, le Cliniche psichiatriche devono essere chiamate a far parte dei Dsm secondo logiche e pratiche di integrazione e di collaborazioni paritarie.
8) Abitare e residenzialità nella salute mentale.
Deve essere considerata distinzione fondamentale quella tra l’abitazione e l’inserimento nelle strutture psichiatriche, quali il gruppo-appartamento, la comunità-alloggio e la comunità residenziale, essendo il diritto all’abitazione rientrante tra i diritti della personalità garantiti dall’art. 2 della Costituzione.
è quindi compito dei CSM procurare innanzitutto agli utenti che ne siano privi, o non possano abitare con la famiglia, una sistemazione abitativa in un alloggio popolare o in un alloggio supportato o assistito, favorendo la domiciliarità privata. E’ necessario un maggiore investimento nei servizi domiciliari, nell’abitare solidale, seguendo anche la pratica del social housing.
Obiettivo generale deve essere, ove possibile, il mantenimento del massimo livello di autonomia abitativa, strumento e fine del processo di risocializzazione, prevenendo ogni forma di neo-istituzionalizzazione, anche con il diretto coinvolgimento dei Servizi Sociali dei Comuni e dell’Agenzia Territoriale per la Casa.
Con riguardo alla cd. residenzialità psichiatrica, comunitaria o leggera, è necessario il controllo costante del CSM inviante, un maggiore controllo delle pratiche di cura somministrate ed una periodica valutazione dei risultati terapeutico-riabilitativi conseguiti. E’ necessaria una analisi puntuale dei dati di tutte le comunità terapeutiche della regione (spesa per farmaci, modelli organizzativi, quantità e qualità del personale, costi per la collettività, condizioni dei pazienti all'ingresso,  a sei mesi, a 12 mesi,  a 18 mesi), orientata a verificare in che misura siano riabilitative e attuino il PTRI concordato tra utente e CSM.
Le Comunità con i peggiori esiti e le minori risocializzazioni, escluse quelle situate in luoghi isolati e impervi, possono essere riconvertite in strutture aperte funzionanti 24 ore/7 gg. con personale specializzato per l’accoglienza e l’ascolto, posti letto di sollievo, possibilità di somministrazione di pasti e terapie.
Le strutture residenziali in ogni caso devono avere finalità terapeutico-riabilitative e socio riabilitative e non di mera custodia e contenimento degli utenti. Deve altresì emergere in quale modo la struttura ospitante intende attuare il progetto individualizzato durante il ricovero, su come viene affrontato il disagio psichico e la eventuale crisi, come accrescere le abilità relazionali e la capacità di autonomia, sul progetto condiviso e sui tempi di ritorno dell’utente alla vita sociale.
Deve essere sempre garantita un’adeguata informazione, prima dell’inserimento in struttura, sul progetto, modalità e tempi di realizzazione del percorso di cura concordato.
9) Integrazione del reddito degli utenti non abbienti.
Molti utenti della salute mentale dispongono di entrate al di sotto della soglia della povertà, costituite, nella maggior parte dei casi, dalla pensione di invalidità psichiatrica eventualmente integrata dal sussidio dei servizi sociali comunali e talvolta da un assegno terapeutico del CSM. L’incapacità lavorativa collegata al disturbo psichiatrico è causa diretta della condizione di indigenza economica.
Oltre al fatto che la frammentazione dei sussidi, la loro fluttuazione e precarietà e la non dignità della somma complessiva disponibile istituzionalizza l’utente, gli strumenti economici sono spesso utilizzati in modo ricattatorio rispetto ai trattamenti meno condivisi e meno riabilitanti.
Chiediamo pertanto l’integrazione del reddito al minimo vitale per tutti gli utenti della psichiatria al netto degli eventuali trattamenti pensionistici e dei sussidi terapeutici e/o sociali stabilmente garantiti regolarmente versati alla persona.
10) Risorse economiche per la salute mentale in Piemonte.
La regione Piemonte ha completato il Piano di Rientro di riqualificazione e riorganizzazione e di individuazione degli interventi per il perseguimento dell’equilibrio economico.
Si chiede quindi che per la spesa psichiatrica sia destinato il 5% della spesa sanitaria regionale, come stabilito dalla normativa nazionale, per la creazione di CSM 24 ore su 7 giorni; assunzione di medici psichiatri; operatori; sussidi agli utenti indigenti; ai familiari ospitanti, ecc., perseguendo il graduale contenimento della spesa relativa ora destinata alle strutture residenziali comunitarie ed alle Case di cura.

I risparmi derivanti dall’applicazione delle misure di razionalizzazione indicate devono rimanere nella disponibilità della Regione per le finalità di tutela della salute mentale e per la realizzazione del Piano di Azione regionale.

lunedì 5 giugno 2017

7 punti sulla psichiatria e la salute mentale


7 punti sulla psichiatria e la salute mentale, bozza numero 1, sintesi della riunione del 10 aprile in via de bernardi 2.


1.La questione del farmaco in psichiatria. 
Constatiamo e viviamo tutti i giorni il prevalere delle terapie farmacologiche a scapito delle pratiche di cura relazionali,
- chiediamo di sapere quanti soldi vengono spesi complessivamente in acquisto di farmaci a livello regionale e di fare un confronto critico con le altre voci di spesa.
- chiediamo che IL CONSENSO INFORMATO sul utilizzo del farmaco  deve diventare effettivo e non una operazione formale di assenso, ma aver chiaro, quantità somministrata, esiti positivi e negativi attesi, modalità di somministrazione e valutazione di scelta tra terapia orale giornaliera e terapia long acting depot, arco di tempo determinato di assunzione del farmaco, valutazione degli effetti e degli esiti programmati.

- chiediamo che L’USO DEL FARMACO venga riconsiderato  lungo tre direzioni: da una parte rispetto alla sicurezza poiché ci sono  indicazioni consistenti della loro pericolosità.

- La seconda direzione è quella della perdita dell’efficacia sul lungo periodo,

- Infine, la terza direzione su cui viene messo in discussione l’uso degli psicofarmaci è quella che vede la “cultura del farmaco” interferire con la “cultura della soggettività” e della comprensione attiva della malattia da parte del paziente e di chi lo sostiene, familiare o operatore

2.L e case di cura nel sistema della salute mentale
Constatiamo che gli investimenti privati nelle case di cura sono sempre in aumento e tutto intorno all’area metropolitane si insediano case di cura come una corona di spine intorno alla città
- Chiediamo di sapere il numero e il costo dei posti letto nelle case di cura private nella Regione Piemonte e di fare un confronto critico con le altre voci di spesa.
- Pensiamo che la forma e la pratica clinica nelle case di cura private sono di stampo manicomiale e custodialista.
- Chiediamo che ci sia un inversione di investimenti, meno soldi e posti letto prepagati alle case di cura private e più investimenti nel sistema territoriale e al supporto domiciliare.

3.TSO e contenzione meccanica
Constatiamo che nella pratica psichiatrica la funzione di controllo sociale va a scapito della funzione di cura
- Chiediamo che tutte le pratiche coercitive di cura e di terapia vengano abolite o superate:
- chiediamo l’abolizione immediata della contenzione meccanica
- chiediamo di iniziare una seria critica dell’istituto del Trattamento sanitario Obbligatorio e puntare alla sua abolizione, per riaffermare il diritto alla libertà di cura nella salute psichica e mentale,
- chiediamo di distinguere la funzione di cura da quella di controllo sociale nella psichiatria,
- chiediamo di fornire garanzie e tutela nuove a chi è sottoposto a trattamenti sanitari coercitivi,
- chiediamo che ci siano alternative agli interventi coercitivi come gruppi di intervento crisi che dispongono di strumenti dialogici.

4.Abitare e residenzialità nella salute mentale
Constatiamo che la forma comunitaria di cura, da alternativa ai metodi asilari tende ad assumere sempre di più forme e pratiche manicomiali, mentre le forme più leggere dei gruppi appartamento sono caratterizzate dal metodo di mimetismo sociale  e di omologazione urbana,
- chiediamo una nuova valutazione e  maggior controllo delle comunità e delle pratiche di cura somministrate,
- chiediamo un minor investimento nei gruppi appartamento e di più nei servizi domiciliari
- chiediamo di garantire il diritto alla casa agli utenti psichiatrici, investendo sul abitare solidale, seguendo la pratica del social housing; tra gruppo appartamento che non sarà mai casa e vivere in casa propria in solitudine bisogna che ci sia la scelta di un abitare solidale.

5.Diritto alla libertà di scelta nella cura
Chiediamo che gli utenti possano scegliere sia il servizio dove curarsi sia il clinico a cui far riferimento in modo che la presa in carico non si trasformi in una gabbia; La proposta può inizialmente sperimentarsi al interno di macro aree amministrative come le odierne ASL; nell'area metropolitana di Torino l’utente possa scegliere in quale CSM rivolgersi e in quale medico affidarsi, come avviene con i medici di base.

6.Diritto al reddito
Constatiamo che la forma di reddito che molti utenti hanno, costituita dalla somma di pensione di invalidità, integrazione dei servizi sociali più sussidio terapeutico, oltre alla frammentazione delle misure, alla loro fluttuazione,  e alla non dignità della somma che è sotto la soglia della povertà, istituzionalizza l’utente utilizzando i strumenti economici in modo ricattatorio e ortopedagogico
Chiediamo che venga istituito il reddito di cittadinanza che garantisce  bisogni primari e dignità a tutti i cittadini.  

7.Sperimentazione e pratiche dialogiche
Constatiamo che nei servizi della salute mentale prevale sempre di piu la pratica prestazionale a scapito di quelle relazionali, il prevalere delle terapie farmacologiche, la prestazione una tantum invece del progetto, il prescrivere invece del dialogo; ci sono tuttavia organizzazione e metodi di trattamento come il Dialogo Aperto che rovesciano le tendenze prestazionali e garantiscono esiti di guarigione nettamente superiori alla psichiatria prestazionale,
chiediamo che la formazione sul Dialogo Aperto fatto dagli operatori del DSM ASLTO 1,2 passi alla fase di sperimentazione,
che vengano coinvolti nella formazione Dialogo Aperto Supporto tra Pari utenti e famigliari,
chiediamo che l’assessorato alla sanità finanzi e supporti lo sviluppo delle associazioni degli utenti e delle  pratiche di auto mutuo aiuto, che sostenga con risorse la lotta allo stigma e al pregiudizio, all'esclusione sociale.




mercoledì 8 marzo 2017

VISIONE PROSPETTICA DEL CPU ORFEO (CON PIÙ RESPIRO) di Enea Solinas

 


VISIONE PROSPETTICA DEL CPU ORFEO (CON PIÙ RESPIRO)


per una strategia che fa uso di lievito…
per costruire una visibilità più sensata e “in crescendo”  (forse)…
per avere ancora più attenzione verso le persone e le loro fragilità…
per creare un maggior senso di comunanza, al di là di differenze o difficoltà…
per non limitarsi ai giri di mail, che uno dice: e mo’ che rispondo?!…  


1.PREMESSA 

fermo restando che: 

«Il Circolo Poetico Urbano Orfeo è una rete informale che promuove il linguaggio poetico inteso come forma artigianale di libera espressione, cura di sé e lotta allo stigma, all’esclusione e all’omologazione culturale. A partire dalle crisi sociali, psichiche, esistenziali o mistiche delle persone che vivono situazioni di sofferenza ed emarginazione, il circolo Orfeo coinvolge la collettività in manifestazioni ed eventi culturali che ne favoriscono l’aggregazione e l’arte relazionale. 
Un progetto politico lento ma costante volto alla costruzione di un vocabolario che liberi dalle gabbie dei linguaggi dominanti, siano essi di tipo tecnico sanitario, famigliare, di senso comune, burocratico o scientifico e accademico.» 

(è l’ultima versione con che ho redatto per descriverlo e raccontarlo – una bozza per il nuovo sito di Arcobaleno – penso dia l’idea dell’essenza, delle ragioni e dei valori ideali e progettuali)

1.1 
Mantenendo la strategia del “marciare divisi e colpire uniti” che ho percepito negli ultimi mesi, le singole associazioni con le loro attività, esigenze e dinamiche interne (che costituiscono il 90% dell’iceberg del CPU Orfeo, continuo e meno visibile e premessa all’esistenza del circolo Orfeo stesso), possono organizzare, sulla base della succitata premessa, il 10% dello stesso iceberg, più “emerso” (più che altro più promosso e allargato e aperto). Questo mi sembra viepiù essenziale in un momento storico (locale, territoriale – e globale) di particolare crisi e tensione, con un assetto istituzionale in divenire come minimo vago e incerto da molti soci e persone che attraversano le associazioni avvertito come inquietante o preoccupante (e per altri, più isolati ancora questi termini  sono persino eufemismi). 
Ehm… pochi altri però sanno intravedere possibilità nuove o rinnovate nelle crisi come i poeti, in particolare in chi pratica la poesia intesa come “arte di vivere”… 

Da questo punto di vista, sono insufficienti comunicazioni abbastanza improvvisate e a distanza che fanno solo da sintesi (troppo sintetica e parziale) degli elementi in campo (progetti, idee, “volizioni” ma anche le suddette esigenze e risorse – di tempo e sostanze...). Per cui occorre trovarsi, vedersi e parlarsi. 

Volendo venire incontro agli stimoli fin qui raccolti e all’invito di rilanciare il discorso, porgo una mia riflessione personale che è soprattutto una proposta. Dare un’impronta progressiva più lineare piuttosto che un’insieme di ingredienti che viaggiano più per conto loro, assemblati all’interno di una cornice da finanziare. Mi focalizzo sui momenti e “rituali” comuni già consolidati (gesti e parole, atti pubblici e politici), alcuni migliorabili, ma che intercettano i punti di comunanza e gli intenti delle varie associazioni del circolo. 

Dando un po’ più di respiro – riflettendo prima, piuttosto che a posteriori – la mia idea quindi si basa su una scansione cronologica e su 2 tipi di eventi: le “lezioni di arte di vivere” e i “raduni di declamazione”, come momento d’incontro, di riflessione e di aggregazione e convivialità aperto e pubblico. 
Con questa logica, perseguirei l’attivazione e l’organizzazione sia sul piano concreto (ricerca risorse e finanziamenti), sia sul piano di “direzione artistica” (possiamo anche non chiamarlo coordinamento se pensiamo che porti sfiga, oppure possiamo anche chiamarlo così ipotizzando lo sia veramente… di fatto: ipotizzando alcuni incontri, seduti in cerchio o attorno ad un tavolo, per la pianificazione dei dettagli e gli accordi trasversali tra associazioni). 
Rimane l’assunto di partenza che tutte le iniziative sono aperte a chiunque sia interessato e sono pensate come momento in cui le persone possano usufruire di un loro diritto (essere e sentirsi fruitori e partecipi di questi momenti aggregativi liberatori e culturali, al di là della loro condizione particolare di utenti o non utenti, artisti o artistoidi piuttosto che alieni o alienati).   


2. LEZIONI DI ARTE DI VIVERE

Ho immaginato così la “tabella di marcia”, dando un po’ di cadenza al passo e alla camminata – mantenendomi direi su un andante: 

2.1 quando:
In un arco di tempo che va dal settembre 2017 a giugno 2018, restando semplici e densi, avrei pensato a 6 incontri, così disposti: 
• 3 incontri in autunno-inverno (ottobre, novembre e dicembre) 
• Pausa (sosta) a gennaio (respiro – silenzio – riassetto, riflessione e nuova ri-organizzazione) 
• 3 incontri verso la primavera (febbraio, marzo, aprile)

Inoltre con lo stesso passo aggiungo i già noti appuntamenti che da qualche anno sono più o meno compartecipati e regolari:
• Maggio 2018, settimo appuntamento: festival del Granché ideato e partecipato con maggior condivisione. 
• Giugno 2018, ottavo appuntamento: corteo cittadino “MadPride”, (come festa e manifestazione politica e culturale) per la lotta contro lo stigma, contro l’esclusione sociale, il diritto alla salute nel riconoscimento dell’alterità, per sensibilizzare la cittadinanza, e promuovere diverse pratiche della salute mentale. 

2.2 dove:

Non mi dispiacerebbe riprendere l’idea del viaggio in più zone della città – come “deriva psicogeografica urbana collettiva”. Interpellerei dunque nuovamente le Case del Quartiere e facendo in prima battuta riferimento a Cascina Roccafranca, proporrei: 

• 2 incontri per 3 diverse Case (per esempio: Cascina Roccafranca, Bagni Pubblici di San Salvario, Cecchi Point) – un incontro in ciascuna di esse nel periodo autunno-inverno e uno in quello primaverile.

2.3 come:

seguendo questa idea, occorrerebbe preventivamente avvicinarsi con un po’ d’anticipo verso queste le Case del Quartiere (che hanno tempistiche e un’organizzazione più strutturata , più formalizzata e complessa), così da andare incontro sia a loro esigenze sia alla possibilità (conseguente, stando all’arte della diplomazia) di avanzare qualche richiesta più specifica. Senza squagliarci per un’evidente  peso specifico-organizzativo diverso, come è accaduto in passato, avendo meno meditato i nostri contenuti, ed avendo pressoché evaso tutte le loro richieste o domande.

Quindi tra aprile e maggio incontrarci e scegliere alcune tematiche (o almeno buttare una lista di probabili e anche se non definitive, da selezionare e valutare in seguito); e soprattutto per capire se riusciamo a stare in un andate  così immaginato e come possiamo venire incontro tra di noi su questa base.  
In tal modo, noi tutti, e  i vari “autori” o partecipanti (collettivi e/o singoli, eventuali ospiti od interlocutori), potranno anche meditare conoscendo i temi e le date con più calma. 

2.3.1 il format:

ogni lezione potrebbe avere una simile composizione (ovviamente suscettibile di modifiche), rimanendo sullo standard ipotetico che sta tre le 3 e le 4 ore: 

• 2 ore circa di interventi (letture di testi di riflessione, racconti di esperienze, testimonianze, “schegge e lampi poetici”) o di performance (musicali, cerchi ritmici, teatro-forum, danza, eccetera). 
• Più o meno mezz’ora aperta per ulteriori interventi imprevisti e spontanei, sull’onda emotiva o sullo stimolo appena raccolto. 
• Di seguito e a oltranza – momento conviviale, aggregativo con chiacchiera libera (con un buffet più o meno coordinato e preventivato). 

Con le Case del Quartiere suppongo fino a giungo siamo in tempo per accordi sul calendario della loro programmazione. E da questo punto di vista richiederei:  

• La disponibilità di giorni non feriali (tipo sabato) – perché più scoperto per molte persone che soffrono l’isolamento urbano; perché più fattibile e comodo anche per molte persone o “pubblico” in genere (dentro e fuori l’ambito salute mentale e realtà annesse e connesse) che per impegni lavorativi non può durante la settimana. Noi facciamo leva sui temi, le iniziative, la proposta di un evento che è culturale, civico, aggregativo e trasversale, non “terapeutico”, al di là di pregiudizi o barriere altrove avvertite/imposte/sottintese.
• La condivisione della promozione attraverso i loro canali (iscritti alla loro mailing-list (includendo appunto le date prefissate nei calendari dell’anno 2017/18).  

Valuterei anche, recuperando un contatto e una soluzione ancora più mediatica, di interpellare Radio Bandalarga (o Larghe Vedute/Radio Ohm o entrambe…), per un’eventuale diretta radio o registrazione tipo “laboratorio di radiofonia sociale” a cura del CPU Orfeo (autunno-inverno 2014/15). Da circoscrivere forse solo per alcune date, non su tutte le lezioni.  

La promozione e la diffusione la manterrei prevalentemente digitale e telematica (al 90% o giù di lì), via mail o social network, o con promo in radio. 

Collateralmente, ipotizzerei per l’intero ciclo (e più trasversalmente alle iniziative del CPU Orfeo, così come le sto immaginando e intuendo): 

• La possibilità (ufficiale o ufficiosa) di avere degli spazi (banchetti e simili) per l’autofinanziamento o la raccolta di offerte libere. 
• La distribuzione di volantini (semplici e densi…) con informazioni logistiche (indirizzo urbano, sito web/pagina FB) sulle diverse associazioni e le loro attività (ovvero le iniziative aperte – falegnamerie, biblioteche, punti d’incontro, etc – ed eventualmente gli appuntamenti settimanali dei gruppi – mente locale, Segn/Ali, etc – insomma il suddetto 90% variamente collocato in città). Perlomeno quelli delle principali associazioni del CPU Orfeo – senza dimenticarsi e disperdere chi è ancora più periferico rispetto a ‘sto  benedetto coordinammnhh…! Includerei anche qualche frase con le nostre “idee” o “appelli” (leggi: sul pensiero basagliano che applichiamo e r-innoviamo). 
• Un’analoga distribuzione per volantini del calendario dei successivi appuntamenti (incluso Granché e corteo cittadino), e/o la raccolta di mail per chi si avvicina e s’interessa alle nostre proposte culturali e politiche. Invitando ciascuna associazione a condividere info sulle proprie iniziative particolari (concerti, spettacoli teatrali o altro) ed eventualmente a portare un volantino (o qualcosa che gli somigli, anche tipo ciclostile…) per esempio su “repliche de Le voci di Prometeo”, “concerto del cantiere musicale”; “drum circle”, concerto o reading o mostra fotografica di Tizio, di Caio, di Sempronio o di tutti e tre insieme… (perché siamo una rete informale, non una zuppa con una serie di ingredienti da amalgamare)      

3. RADUNI DI DECLAMAZIONE POETICA: 

Nel medesimo arco temporale (settembre 2017 – giugno 2018), collateralmente ci saranno i nostri famosi (o famigerati) raduni…. Dando per certa la data “rituale” del 21 marzo, si potrebbero ipotizzare altri 2 o 3 raduni, in quegli stessi mesi. Analogamente aperti, e anche più spontanei (il trono c’è, i poeti pure, fisiamo 2 o 3 luoghi e praticamente è fatta, basta che ci coordinm..nnnh…). Tra questi uno (quello del 21 marzo?) dovrebbe essere un raduno congiunto transfrontaliero, con gli storici partner gemellati di Grenoble (e merita un’attenzione particolare, per i diversi aspetti organizzativi e di comunicazione – e forse ideazione – insieme a loro). 

Ma ugualmente valuterei sempre (e meglio):
• Luoghi simbolici e significativi da un punto di vista politico o civico, più che ambientale 
• Diffusione e condivisione e volantinaggio ed che invito a ulteriori appuntamenti (per una fidelizzazione?, chiamiamola pure così se pensiamo non porti sfiga o se crediamo che lo sia veramente…)

L’intero ciclo o linea artistica e la sua scansione temporale nella mia “bizzarra” immaginazione è quasi una base comune sulla quale costruire un percorso, addirittura replicabile anno dopo anno, e migliorabile, valutando esigenze e possibilità o intensificando il dialogo nella e con la città. 

A ciò si potrebbero aggiungere, come forma di coagulazione, di testimonianza, di raccolta di interventi sui temi, di testi, di poesie, articoli o storie l’idea già ipotizzata o appena abbozzata in passato, di un “bollettino del circolo” o di una piccola collana “editoriale” più o meno autoprodotta. Sia come memoria e testimonianza interna, sia come ulteriore veicolo di promozione e diffusione del linguaggio poetico e della voce di chi non ha voce (ma c’ha tanto da dire, mostrare, far ascoltare, vedere, polemizzare, senza spacciare soluzioni o ricette…) Volendo, in seconda battuta, potrebbe diventare anche un prodotto (ebbene sì!) di autofinanziamento (volumi o riviste di poche decine pagine a pochi euri o lasciato a offerta libera). 

Domanda ulteriore per esperti: può essere utile creare una pagina FB più ufficiale e “centralizzata” del CPU Orfeo stesso, per essere meno dispersibili o piuttosto per essere diversamente dispersibili… (eh capirai: un labirinto in più o in meno…) 

Sulle forme di raccolta e concretizzazione degli eventi (ricerca finanziamenti, risorse attuali, preventivabili, budgettabili, tetti e soglie per gli accordi del caso) rilancerei la palla a chi può gestire meglio un tale processo e lavoro, e trovando i canali più adeguati o fattibili (pubblici e/o privati e/o da risorse interne (cooperative e/o fondi neri, grigi, rossi, blu…)  

venerdì 16 settembre 2016

Sono alla ricerca delle parole




Resoconto poetico del gruppo del martedi
Cascina Roccafranca, 13.09.2016

Come mai vieni a Mentelocale?
Sono alla ricerca delle parole,
per nominare ciò che mi angoscia
mi mancano le parole tremendamente
come manca l’amore

Ti dico che anch’io
mi sento mancante
e ti chiedo scusa
per l’incapacità di ospitare
la tua sofferenza.

Un problema può trovare la sua soluzione
e questo può servire anche agli altri
tanto l’intimo rimane dentro al gruppo
ma mi chiedo:
come mai non siamo riusciti
ad evitare il ricovero?

Io mi sono sentita appoggiata
il gruppo ha colto
ma alla fine ha evitato
ha lasciato che l’angoscia
portasse al solito posto,
il repartino,
c’è stata paura di toccare certe cose.

Ho preso una bella botta,
innamorata per sette giorni,
ma si rivelò una truffa
come se fossi in un sogno,
una settimana insolita.

Per me invece
la solita settimana
mangio, dormo, scrivo
scrivo da sola
con la radio in sottofondo,
poesie e piccoli racconti;
possiamo scambiarci poesie
reciprocamente
per non morir di noia.

Una domanda:
il ricovero
il farmaco
ti ha modificato
l’angoscia e la rabbia?

Si ma
rimane
la rabbia
soffocata,
sento che ancora gira
dentro di me,
e tutto questo
come se fosse un sogno
che di notte
mi stà esplodendo
in incubo,
la crisi
indica
maturazione interna
ma rimane
questa sensazione
come se fossi
dentro un sogno.

Sono stato mancante
e forse determinante
negativamente
mi autosospendo per un mese
mi serve per fare il punto
come se tolgo il mal’occhio
il gruppo si riprende.

Scavallate le gambe
e disponete il corpo
in modo libero,
apritevi alla comunicazione
e vi propongo una petizione
alberi e piante autoctone
da riempire la città.

Questo gruppo è magnifico perché
ci permette di portare la nostra aggressività e
di trasformarla
con tanta creatività. 



mercoledì 10 agosto 2016

La città dell'accoglienza di Wolfgang Schäuble



NASCE LA CITTÀ DELL’ACCOGLIENZA
Presentata oggi la nuova visione europea proposta al termine del consiglio straordinario dei ministri della UE.

BRUXELLES – 9 AGOSTO 2016. Il ministro plenipotenziario dell'economia e degli interni della UE, Wolfgang Schäuble, affiancato dal presidente del consiglio della UE Jean-Calude Juncker, e dai ministri e capi di governo degli stati membri, ha fieramente presentato il nuovo piano per l'immigrazione, da lui stesso approntato, dopo l’ultima emergenza 2.0 di questa settimana.
Si tratterebbe non più della creazione di «hot spots» isolati e dispersivi, ma di una vera e propria città ideale d'ingresso, una Città dell’Accoglienza della UE. La nuova innovativa struttura, sita sul suolo greco, si caratterizzerà da un'architettura urbana pensata appositamente per la partecipazione attiva della cittadinanza, che riceverà anche una forma di reddito minimo per il non facile compito d’accoglienza. Il superministro ha sottolineato come il piano intercetti dunque anche le istanze abitative di molti precari cittadini europei, in preda a crisi e fragilità esistenziali a causa del caro vita e dell’emergenza casa.
La nuova città ideale dell'accoglienza, oltre ai servizi e agli esercizi commerciali di prima necessità, sarà composta interamente da residenze di gruppi appartamento, ma nessuno tra essi necessiterà di copertura di operatori, con un notevole risparmio per il contribuente comunitario. L'instabilità probabile di tale assetto abitativo, sarà ovviata grazie a un proditorio contributo della ministra degli esteri della UE, Federica Mogherini che è riuscita, con la consueta abilità diplomatica che le è propria, a sfruttare una situazione congiunturale che sembrava sulle prime far presagire nuove crisi e ostilità. La ministra ha preso accordi con il rinnovato esecutivo turco. In pratica, ciascuno dei gruppi appartamento della nuova Città dell’Accoglienza, sarà assegnato a collettivi eterogenei composti per «due quarti da greci e due quarti da turchi».
Il consiglio, nella sua interezza, ha espresso profonda gratitudine per l’intervento sapiente della ministra Mogherini, capace di cogliere l’aspetto meno visibile dalle nelle cronache e nelle storie di quell’area geopolitica: il noto senso di fratellanza tra i popoli greco e turco. Così gli strateghi dei paesi stipulanti questo accordo bilaterale, l'UE e la Turchia, sperano che si vengano a creare i prerequisiti di un forte autocontrollo, autodeterminato per giunta, dagli stessi cittadini avanguardia della nuova visione europea.

Il ministro Schäuble non nasconde che nell’elaborazione del progetto dell’UE sono emersi  dubbi e perplessità. Ma da buon ministro plenipotenziario dell'UE, ha egli stesso ideato un piano efficace per risolvere prontamente eventuali crisi di sistema.
Lo stesso piano della Città dell’Accoglienza prevede, in caso di mancata collaborazione volontaria dei cittadini stessi, distratti da conflitti intestini o «beghe domestiche», l'apertura, due volte l'anno, della libera stagione di caccia al «profugo siriano». S'intende con questa definizione, tutti i migranti (e non) privi di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e dunque senza permesso di soggiorno sul suolo dell’UE. La stagione di caccia non prevederà norme o limitazioni particolari, non graverà sulle spese burocratiche, e sarà consentito l'uso della violenza contro i «profughi siriani», socialmente pericolosi in quanto «profughi siriani».
È stato fatto notare come i suddetti «profughi» dovrebbero essere coloro che usufruiscono dell'accoglienza della Città dell’Accoglienza, mentre si ritroverebbero così a dover sopportare gli scompensi di un ordinamento dettato, bisogna ricordarlo, da un'emergenza, una situazione di acuzia, che stando alle disposizioni comunitarie in materia di riforme costituzionali, va risolta in maniera strutturale, integrandola nelle costituzioni di fatto dei paesi membri.
Di fronte a chi solleva questa critica, Schäuble richiama l'attenzione sulla nuova sostanza che il ministero congiunto della salute europea ha messo in distribuzione, e che lo stesso Schäuble, con la sua tipica sapida ironia, ha ribattezzato «europeina». Una sostanza frutto di una sua visione, molto personale, ed evoluzione per molti versi della già famosa Normalina. Tale sostanza, spiega Schäuble, avrà non solo l'effetto di placare le preoccupazioni del «profugo siriano», ma riuscirà persino a suscitare in lui un’innata felicità tale da renderlo gaudente e predisposto per la stagione di caccia. Di fronte ad alcune critiche sollevate da pochi e sparuti periodici, riguardo all'etica del piano nel suo complesso, dal loro punto di vista «traballante», Schäuble ha ricordato che è un piano volto anche a difendere la libertà di espressione e stampa. Ha ricordato infatti il caso dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, perpetrata da dei minacciosi «profughi siriani». E ha concluso a gran forza «Je suis Charlie Hebdo!». Ha dunque rigettato ogni critica con un secco «lo sto facendo per aiutarvi» e senza perdere lo sguardo autorevole che lo caratterizza in questi momenti, ha citato poi la famosa frase di Voltaire dicendo che non era d'accordo con le critiche che gli venivano rivolte, ma avrebbe sempre difeso il diritto di «poter osare rivolgersi in quel modo alla sua persona». Il ministro Schäuble, si sa, da questo punto di vista, è un uomo di cultura, che ama ricamare da par suo sulle sfumature del pensiero di grandi filosofi e letterati, senza per questo voler suscitare fraintendimenti di qualunque sorta. 
A margine della stessa conferenza stampa il premier italiano Matteo Renzi, ha poi dichiarato, con soddisfazione, che dal punto di vista economico la Città dell’Accoglienza rappresenta un'occasione di sviluppo «straordinaria» per «spingere ancora di più in avanti la ripresa» portare a pieno regime la «locomotiva dell’UE». Con un certo sforzo di immaginazione, riteniamo alludesse probabilmente all'Italia. Anche se non molti, tra i giornalisti italiani presenti, l'hanno capito, impegnati a ripassare la lezione di copia-incolla fornita dal ministro delle telecomunicazioni e dell'informazione, insieme al glossario aggiornato delle definizioni di moda da usare negli strilli delle prime pagine e nei telegiornali. E del resto, in quel momento, mentre parlava Renzi, a parte un cronista greco distratto, c’erano in sala solo giornalisti italiani.
Renzi ha comunque promesso che ci saranno anche dei bonus, dei veri e propri sgravi fiscali per queste misure di solidarietà eccezionale, e si è direttamente rivolto alle «imprese italiane che nel campo dell'edilizia sono un’eccellenza mondiale» ammettendo che «sapranno contribuire al lungimirante progetto di Schäuble con massima celerità e a prezzi estremamente concorrenziali». «Questo» ha poi spiegato «perché l'Italia è da sempre  vicina al popolo greco con cui sente una stretta identità di vedute e profonde radici culturali comuni». 
La giornata è stata recepita come un successo su tutta la linea, confermata anche dall'eccellente reazione delle principali piazze europee a queste notizie. I mercati hanno registrato notevoli impennate, con una media del 3 per cento, e Milano è stata una delle migliori, attestandosi al 4,17 per cento.
I mercati non sono rimasti minimamente turbati da certe indiscrezioni, molto di corridoio, per non dire sotterranee, che testimoniano dell'esistenza di gruppi spontanei e reti informali solidali che cercano di organizzare delle opposizioni al progetto della Città dell’Accoglienza. Stando a queste voci, di incerta provenienza, questi cosiddetti gruppi di follia militante, attuerebbero forme di protesta politica e poetica, manifestando una propria arte di vivere, richiamandosi alla arcaica tradizione orfica, e facendo propria anche l'esperienza della cultura rebetika, che già in passato ha accomunato marginalità urbane transfrontaliere greco-turche.
Senza voler dar troppo credito a questi movimenti e creare inutili allarmismi, in quanto redazione di un periodico che esercita il libero pensiero, cercheremo comunque di dar conto delle idee, delle gesta e delle storie, nello sviluppo futuro di queste inusitate r-esistenze.

Enea Solinas

lunedì 9 maggio 2016

Granchè2016 - in viaggio...e in odissea





IL MUTAMENTO ZONA CASTALIA
R.M. STORIE DI ALTRI MONDI

ASSOCIAZIONE Il Tiglio Onlus

in collaborazione con
Circoscrizione 7

presentano
IL TEMPO DEL TEMPO CHE SI PUO’
 FERMARE
 
VII edizione

Torino, 15 - 20 - 21 maggio 2016

San Pietro in Vincoli Zona Teatro
via San Pietro in Vincoli 28

IL GRANCHE' 2016 - in viaggio...e in odissea
 
Dedicato a Monica Specchia e Simone Sandretti


Per il sesto anno Il Mutamento Zona Castalia propone IL TEMPO DEL TEMPO CHE SI PUO’ FERMARE, IL
GRANCHÉ - In viaggio...e in odissea.
Iniziativa nata grazie al sostegno e alla collaborazione da parte della Circoscrizione 7.
Si tratta di un’ importante occasione per un primo confronto pubblico tra le realtà che operano nell'ombra e negli anfratti del sociale.
Un luogo metaforico per promuovere un'altra narrazione. Per raccontare attraverso un incontro vivo e reale con gli altri le nostre vite.
Una testimonianza delle possibilità di trasformazione della materia nera e pesante in bellezza.
Una piccola possibilità che ci diamo per essere altro.

Da quattro anni IL TEMPO DEL TEMPO CHE SI PUO’ FERMARE si avvale della collaborazione dell’Associazione Il Tiglio Onlus che coordina, a sua volta, la partecipazione di diverse cooperative sociali e associazioni attive in ambito sociale e/o artistico; è questa una linea di lavoro ormai consolidata tra le attività de Il Mutamento Zona Castalia a l’Ass. Il Tiglio Onlus.

Come nelle precedenti edizioni, anche nel 2016 gli eventi si realizzeranno a San Pietro in Vincoli Zona Teatro sede de Il Mutamento Zona Castalia, in via San Pietro in Vincoli 28, Torino.

Il GRANCHÉ - In viaggio...e in odissea

Associazione Il Tiglio Onlus, in collaborazione con: Coop. Sociale l'Arcobaleno, Ass. Laboratorio Urbano Mente Locale, Associazione Arcobaleno, Torino Mad Pride, Il Circolo dei Poeti Nascosti, Il Circolo poetico Urbano Orfeo, Coop. Sociale Piergiorgio Frassati - Compagnia ControVerso, OttO - Compagnia di Playback Theatre, Folkera.

Quest'anno il Granchè si fa viatico, si fa pellegrinaggio, si fa cammino, si fa erranza o errore.
Il viaggio può essere il passaggio di un tempo, una vita, uno scivolare veloce sul crinale della terra.
Un viaggio è soprattutto una possibilità di perdersi, di dimenticarsi e di incontrarsi per poi riprendere il cammino, consapevoli che non si possiede niente, perchè si è nel tutto.
Ricordarsi che siamo nel tutto.
Il Viaggio ci mette nella condizione di accorgerci che non ci possiamo portare dietro nulla, perchè nulla è essenziale.
Per tetto una valanga di stelle, per compagna la luna, in un abbraccio di sole.
In questo sputo di tempo che sono le nostre esistenze.
Un Viaggio che è tutta una vita.
Odissea perchè occorre farsi mito.

L’ evento ha l’obiettivo di portare alla luce l’enorme forza creativa molte volte celata che nasce da situazioni di disagio sociale e/o individuale.

Ha inoltre l’obiettivo di coagulare diverse realtà e persone che convivono e creano in situazioni di disagio sociale (comunità, centri diurni, centri di salute mentale) e di valorizzare la ricchezza delle creazioni artistiche ed espressive prodotte in contesti protetti ma anche, troppo spesso, invisibili. L’evento sarà aperto a tutti ma con una particolare attenzione ci si rivolgerà a tutte quelle realtà che provengono o convivono con situazioni di
disagio:
- centri di attività diurna
    - compagnie teatrali integrate
    - associazioni culturali, di auto-mutuo aiuto e di promozione sociale
    - cooperative sociali
    - artiste ed artisti incompresi
    - cittadine e cittadini

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, previa prenotazione dove consigliata.
Per info e prenotazioni: assoc.iltiglio@yahoo.it

Programma

Domenica 15 maggio | San Pietro in Vincoli Zona Teatro
Via San Pietro in Vincoli 28

16:00 |Delirio Capitale| Compagnia ControVerso - Coop. P.G.Frassati Onlus
in collaborazione con Isadora Pei e Francesco Suardi del Centro Studi Teatro Urbano Ensemble Lodi‬

Un bosco, ricordi sospesi come frutti sugli alberi, una melodia che proviene da lontano. Una casa colma di passioni… e un piccolo popolo in continuo movimento.

Spettacolo Teatrale

17:30 |CONSAPEVO...LMENTE: viaggio guidato verso la percezione consapevole del proprio Io. |
Conduttrice: Chiara Psicopia, psicologa

Un'occasione per scoprire se stessi in maniera gentile e non giudicante attraverso le tecniche della meditazione Mindfulness.

Prenotazione obbligatoria.

18:30 | Drum&Flow : cerchio di percussioni aperto a tutti |
Facilitatore abilitato da Arthur Hull: Paride Galavotti

Un Drum & Flow è un piacevole, energico e coinvolgente Cerchio Ritmico in cui un gruppo di persone si ritrova a suonare percussioni di vario tipo, con il sostegno del facilitatore.
Non serve essere musicisti per partecipare, è aperto a tutti.
Tutti gli strumenti sono messi a disposizione del facilitatore. 
Partecipando a un Drum & Flow migliorerai la tua capacità di fluire con te stesso e con gli altri, lasciando andare un po’ di tensioni. 
Il Ritmo è magico e suonare in cerchio lo rende ancora più potente,
Tutti noi siamo ritmici e viviamo immersi nel ritmo.
Suonare in gruppo, liberamente, senza uno spartito, permette ai partecipanti di lasciarsi andare, liberi dal giudizio, per contattare parti di se, un po’ sopite, che non aspettano altro che farsi vedere. 
Ogni partecipante ha una sua esperienza personale, ma quasi tutti raccontano che alla fine si sentono più gioiosi, energici e centrati, in una parola, più aperti.

Prenotazione obbligatoria.

20:30 |Parole al vento...verso Santiago|
Drammaturgia: Elisa Macario Ban
Musiche: Giancarlo T. Marangoni

È un viaggio, un cammino, o meglio "metà cammino" verso Santiago de Compostela, meta  ormai molto gettonata della Galizia spagnola. Il vero fulcro, però, si raccoglie nei passi degli Incontri, oltre che negli sguardi più ampi verso paesaggi che gli occhi si concedono il tempo di osservare. "Parole al vento...verso Santiago" sono consonanti e vocali in ricerca, punti interrogativi sotto e sopra gli orizzonti, punti esclamativi di bellezza eccezionale verso un tempo sospeso. I punti di sospensione sono la parte più importante: quella della ricchezza delle Storie raccolte: storie comuni di pellegrini della vita.

Spettacolo Teatrale

21:30 |Ma alla fine è solo un cabaret anomalo (light)| Guernieri&Fazzalari
Di e con: Marco Guernieri e Alessandro Fazzalari

Spettacolo così tanto nuovo che nemmeno gli autori lo conoscono, dove il duo comico spazierà dal cabaret al surreale, dal teatro comico all'improvvisazione, dalle bibite ai panini cotto e formaggio. C'è chi la chiama kermesse, chi new comedy...ma alla fine è solo un cabaret anomalo!

Spettacolo Teatrale

Venerdì 20 maggio | San Pietro in Vincoli Zona Teatro
Via San Pietro in Vincoli 28

15:30 | Quarta Lezione sull'arte di vivere: Corpi dis/attivati, Somatografia, sintomografia, biotechnia | a cura deI Circolo Poetico Urbano Orfeo

Sparagmos del corpo e la sua cartografia
corpo sezionato e declinato a partire
dal sintomo e dal farmaco,
corpo dalla mente separato
dal desiderio orgiastico,
dal dolore e dal piacere.
Disegnato e poeticamente cantato
corpo frammentato
corpi intrappolati e corpi liberati
corpi viaggianti.
Mostra, declamazione poetica, letture, (danze e profezie), per l'arte di vivere.

20:00 |Omaggio a Monica Specchia| Associazione Il Tiglio Onlus
Riprese video: Stefano Pisano
Montaggio video: Stefano Pisano e Luca Lusso
Con: Monica Specchia e Alessandro Greggio

Omaggio a Monica la guerriera, il fiore di campo, l' onda e la tempesta.

Quel tuo saluto indescrivibile
bello come sole e pioggia quando non l'aspetti
senza il quale la vita sembra appassire
Amore prima di essere
Solo io e te sappiamo le nostre ragioni
vicine ed opposte
separate da confini vivi
E quando tutto sarà lontano
qualcuno ci ricorderà ridere
Forte
Per scolorire l'ovvietà
IndIfendibile,in un mondo osceno.
La vita sarà solo un attimo
Forte come tutto l'amore nel silenzio
della Primavera
.

Monica Specchia

20:30 |Oltre ogni dove ancora un oltre - in viaggio dall'oltremondo | Compagnia I Sognattori -  Associazione Il Tiglio Onlus

Prima bozza di Teatro Supremo: evento spettacolare in cui la narrazione si concentra sulla scelta di vivere, di gettarsi nella vita. Come ad un crocevia gli attori goffamente partono per un viaggio verso la bellezza dell'abbandonarsi e dello stupirsi.
Un racconto che è testimonianza autobiografica, iperbole, sconfinamento nel mito attraverso l'artefizio dell'ironia.

Spettacolo Teatrale

21:30 |Lo Specchio| Folkera

Lo Specchio è un monologo musicato dal vivo che racconta la vicenda di Mario B., impiegato medio il quale in una delle sue oziose domeniche scandita dai soliti gesti abitudinari si imbatte, durante una passeggiata, in un clochard che con una semplice domanda sconvolgerà ampiamente la sua personalità e stabilità emotiva.

Spettacolo Teatrale

Sabato 21 maggio | San Pietro in Vincoli Zona Teatro
Via San Pietro in Vincoli 28
20:45 |Icaro|
Drammaturgia e regia: Luca Atzori
con: Jacopo Statti, Ambra Lulli, Claudia Pomodoro, Edoardo Gino, Luca Atzori

Frutto del percorso laboratoriale "Tecnologie del sé" incentrato sulla drammaturgia e la recitazione. Una rivisitazione del mito di Icaro: Il superamento del limite costringe alla costruzione di gabbie che formano i palazzi del delirio: l' "opera di modernariato" che Dedalo ha costruito per suo figlio Icaro.
E' possibile la fuga  da queste gabbie?
Possiamo forse trovare asilo soltanto nel paradosso?

Spettacolo Teatrale

22:00 |L'Attesa| OttO - Compagnia di Playback Theatre

Il playback theatre è “teatro della restituzione” per cui il processo che si viene a creare tra attori e pubblico è circolare. Il conduttore sollecita il pubblico a recuperare emozioni e ricordi di episodi sul tema, raccoglie le informazioni e gli attori mettono in scena immediatamente sul palco quanto raccontato, con tecniche di improvvisazione teatrale. 

Performance Teatrale