Laboratorio urbano - Mente locale

Il Laboratorio urbano - Mente locale è una iniziativa di auto mutuo aiuto che nasce tra i servizi della salute psichica e mentale del ASLTO1 di Torino. Inizia le sue attività il Giugno del 2000 e ci si incontra una volta alla settimana il Martedì mattino dalle 11.00 alle 13.00 circa, a Cascina Roccafranca, via Rubino 45, Mirafiori nord, Torino. Chi vuole sapere di più può scrivere a :laburb@libero.it




lunedì 20 febbraio 2012

Chi sei tu? Io sono MrLaburb

Data: 16/02/2012 22.11
Ogg: chi sei tu? Io sono Mr Laburb


1.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
passione di follia e labirinti
non c'è anfratto e cul de sac
non c'è angolo e strada
piazza e panchina
di questa città,
che io non abbia camminato.

2.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
dromomanico per eccellenza,
Albert Dadas,
impiegato alla compagnia del gas
mi aspetta all'angolo,
destinazione : Istanbul.


3.
Chi sei tu?
sono mrlaburb
sono il cugino di Luther Blisset e
Ralf Ramney era mio fratello
disperso nei labirinti marini
della città di Venezia
negli anni °60.
4.
Chi sei tu?
sono mrlaburb
ateo vivente
credente e seguace
della santa maria maddalena de'pazzi
delirio mistico e corpo di Cristo.

5.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
piero-piero il mio nome
resistente e combatente
del mignolo perdente
nelle presse della fiat
finito a Collegno
cerco la rotta 180
praticando amori fugaci
nei gruppi appartamento,
come quelli
che si sognava Jean Genet.

6.
Chi sei tu?
sono mrlaburb
abitato da monete, bottoni e
cerniere scardinate,
37 parti metalliche radiografate,
un baloon tra lo stomaco
e le budella aggrovigliate
un ferramiù introiettato
per acquisire peso e consistenza!
Peccato che arriva il chirurgo.

7.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb e
so quello che dico:
l’infinito
non si può sopportare
a lungo
senza metterlo
in un guscio di noce.

8.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
sono pieno di
anfratti intestinali,
elucubrazioni mentali,
prossimi e lontani
sulle labbra di Dio,
scissioni riuscite
e sintesi fallite.

9.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
a me basta poco
per vedere la lingua
del demonio,
che guizza sul volto dell’amico;
vale un minias ogni quattro minuti
per venti volte,
nella vasca da bagno
non sono andata fino in fondo,
la lametta ha aperto un innesto alla vita,
all’altezza della giugulare,
dove sorge il profondo rosso,
dove si apre un profondo dialogo
con la morte.


10.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
ho il sentimento
di essere
Nessuno e Ulisse,
sono Origene che lancia gli sputi filosofici
viaggio dell’anima dopo la morte;
io sono viaggiatore e profeta
Ulisse e Giona
e i Ciclopi nel ventre della balena.

11.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
io sono una donna notturna,
il mio segno o sogno è la Pyrra,
e lì dove giaceva il corpo della piccola Yara
sono nati due fiori sconosciuti.
Io inizialmente mi nascondo,
fuggo e poi mi vergogno,
poi ritorno e
precipitosamente fuggo
alla vista del corpo nudo,
Soma come Pyrra,
pietra e fuoco creano la donna,
sono fuoco e fiamme,
fiamma perenne,
sono acqua,
acqua nel bagnetto della bimba,
fuoco, acqua e acido lattico,
da bimba sono stata chiusa in box ludici
e poi da grande
incorporata nella televisione
insieme a tutte le stelle
da Mike Buongiorno ad Alba Parietti.

12.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
e dico che bisogna
farla finita
col giudizio dell'Io,
far rotolare la sfera
del eros degenerato,
riscoprire civiltà sepolte nelle viscere,
accettare la propria parte femminile.

13.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
non trovo il nome del padre,
sento odore di carne
sciolta nell’acido,
sento odore di morte
al pronto soccorso,
sento l’odore della cocaina
ogni volta che accendo una sigaretta,
odore di morte
che sale su dal gabinetto,
eros e thanatos
andata e ritorno,
il corpo della donna
eros e thanatos.

14.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
non so se sono
allodola, tartaruga o donnola
ho perso l’aura
ho perso il mio destino
per sempre o per mai,
certe volte mi seduce il potere
prima volavo qualche volta
adesso ho le ali strappate
e sembro una tartaruga,
alla tua domanda
l’unica risposta possibile è:
preferirei di no!!


15.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
mi sento
larva, farfalla,
leone o iena,
dipende da che giorno è!!
Essere sempre lo stesso e
insieme diverso,
ho le piume
ma non riesco a volare,
abbiamo bisogno
di una poesia sugli specchi
ma oggi non trovo le parole,
non riesco a volare
non riesco a scegliere,
cerco lo stalker, la mia guida,
interrogo la follia
e le do quattro meno meno,
umiltà e presunzione,
non mi dà nessuna informazione.

16.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
vengo
dall’eternità,
fuori dal tempo
dalla dimensione ultrauterrena
dove l’eterno riposo
cerca l’amore eterno,
scendo nella città effimera
dove vittime
e ragni spogli
rimbalzano su muri di gomma
e gridano vendetta.

17.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
seguo quattro principi
di cui l’ultimo è
“ciò che è finito è finito”,
gettato nel pozzo
per cercare la luna
apro la finestra
per aerare la stanza del crimine
dalla puzza dell’esistenza,
aprire le finestre
e chiudere le ferite,
chirurghi, architetti e psichiatri
disegnano
corpi, case e anime
sterilizzano
e contrastano
l’invasione degli alienati.
La follia è una variante del genio
destinata al fallimento.


18.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
per non diventar uomo
divento un asso di bastoni
ma forse è meglio
un Jack di fiori,
mi sento fuori norma
voglio sempre essere
donna di cuori,
non mi piace
nessun altra carta.
la crisi
deriva dal disadattamento,
nessuna casella sociale
adatta a me,
la memoria che fugge
e lascia posto
al oblio dei ricordi,
mi piacerebbe essere
il settebello
e fare festa,
oblio totale
cervello spento
voglio essere
sia nano
sia acrobate
voglio essere tutto il mazzo,
un jolly cosmico.


19.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
sono chiuso in una bolla d’oblio
per smettere di pensarti,
sapore di vento
e di pioggia lieve,
un mondo inquieto dove
violenza genera violenza,
rabbia sul fondo del barile,
ed ecco i nuovi vandali a Roma,
inglobati dalla televisione nei salotti
io sto con gli anarchici e contro le banche
ma non per quelle dei ricchi
guerriglia psichica e
istigazione alla violenza,
spettacolo e cibo,
panem et circenses le loro armi,
e le nostre?
La nostra rabbia.

20.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
e vi spiego l'attesa,
è bello attendere
ma è più bello venire,
aspetti l'autobus
ma attendi l'evento.

21.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
mi sono fatto fare una TAC
ma non hanno trovato il cervello,
non ricordo
quello che ho fatto
ne quello che farò,
vivo dentro una lacuna.

22.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
sono a Praga, in viaggio da tre giorni
nove colline e un fiume
madre delle città
città dorata,
cristalli di Boemia
barocco e Mozart,
vedo trenta statue in fila,
cercano i resti di Kafka
ma alla fine
senza trovarli
si buttano nella Moldava
con le loro lacune esistenziali.


23.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb e
ascolto
Shakespeare:
basta avere un guscio di noce
per essere il re del mondo,
rifugio sicuro
intrauterino
fusione ideale
interno-esterno,
metafora positiva
del dio scoiattolo
il guscio di noce,
flusso indiferenziato
della dissociazione primaria.
Secondo me
la follia
la melanconia
è regressione intrauterina
senza madre,
senza accoglienza,
nessuno coglie l'appello
tutti temono la contaminazione.
Ecco allora
sfasciare le porte
per farsi ascoltare,
diffidente e permaloso
difficile rimettersi in gioco,
non poter nutrir fiducia
in primis al proprio io
e poi agli altri
fa rabbrividire.

24.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb e
in solitudine
mi aggrappo agli altri,
abito le case straniere,
mondo io e mondo tu
mondiamoci insieme,
ho bisogno di evadere
e chiedo
una guida d'amore.
mi colpisce la corrispondenza tra
casa e cura
non a caso
hanno inventato
le case di cura.
Noi uomini sposati
viviamo
nel dolore e nell'ansia.
Io abito case e corpi
corrispondenze e promiscuità
movimento orgiastico,
orgia dei luoghi e degli spazi
una nuova babilonia
che emerge
dalla demolizione dei confini.


25.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb e
sogno spazi di intimità
scavalcati
da terrazzo a terrazzo,
verso il disabitato
molto bello e intatto,
poi come se fossimo in un labirinto
non riuscivo a rientrare
a casa mia,
sarò mica una sonnambula?

26.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb e
cerco il luogo dell’ospitalità primordiale
dove regna Morfeo
anestesia dal dolore ancestrale.
Sono nel letto
pochi centimetri più su
dalla nuda terra,
passaggio dal verticale al orizzontale
luogo della possibilità erotica
ma anche di quella mortale,
per questo spesso nel letto
regna l’angoscia.
Accesso al “al di là”
ma anche verso il mistico,
luogo d’incontro delle anime
e non solo dei corpi.
Il letto è uno stargate
verso innumerevoli mondi possibili.
Voglio un letto a baldacchino,
ma lo voglio
in piazza Castello,
cosi posso guardare lo struscio
mentre riposo.


27.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb e
dove abitano i sogni,
dove c’è musica non c’è cattiveria,
Cartesio sosteneva Bacone
e questo a sua volta Leibniz
e tutti loro
sostengono me
che cammino
sull’orlo dell’abisso.
Concetti filosofici
mi accompagnano costantemente
funzionano meglio
delle farmacomolecole.

28.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
ero al repertino
del Mauriziano
sogno Dio che mi dice:
“ non porgere l’altra guancia”
mi sono riscattata.

29.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb,
sogno ad occhi aperti
continuamente Mimì Ayuara
mi pervade
Eros e Filia,
che messi insieme
significano
il super bello
dell’esterno e del fuori,
Mimì ,
stella iperluminosa
solo con amore,
si può guardare
senza diventare ciechi.

30.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb e
sogno il niente e
il nulla,
le medicine che prendo
sono onirolettiche,
per questo
non ricordo i sogni.
Solo una volta
ho sognato Nicola
il maestro di vita.
Più alto, sano e guarito,
che mi faceva fare il giro tondo,
io bambino e lui padre.



31.
Chi sei tu?
io sono mrlaburb
che mi dibatto come pesce nella rete
di parole facili facili
prossime alla vertigine:
ogni minuto è buono per essere minuto
e passare nella cruna del pensiero 
fatto solo da piccole azioni:
manco si fuma più,
dalla bolla neonatale
alla cripta quaresimale,
passato il carnevale,
ogni minuto è buono
per riposarsi con il pianto o questo canto
 risorto magari bello storto.

32.

Chi sei tu?
Io sono mrlaburb
adoratore di dio akineton
motore immobile simile al sole
scioglie i muscoli
e fa passare pure la carenza,
per ultima volta dottore
prima di arrivare alla completa akinesia
lo so che bisogna aerare la stanza del crimine
far evaporare la puzza del esistenza
nel campo c’è solo l’acqua ghiacciata
un’ultima iniezione di Akenaton
sciogliere l’immobilismo e
far partire una giornata di lavoro
namastè akineton!!


32.
Chi sei tu?
io sono mr laburb
pittore dei miei fantasmi
zigomi spaccati
per eccesso di volontà persuasiva
gente che non crede in dio,
orecchio tagliato
per malintesi da panchina
credevano che fossi vangogh
e hanno voluto lasciarmi il segno,
svalvolature, paranoie e crisi mistiche
ogni tanto la televisione parlava di me,
aspettando che salisse il trip
vedevo già squali con sembianze umane,
son finito ai murazzi
a guardare una anziana
divinità indiana
in levitazione sopra le acque del Po.



venerdì 17 febbraio 2012

L'ansia parla delle cose scomparse

Mente Locale14.02.2012


Fungiforme è la sintesi
della mia vita,
vivere con stupore come un bambino
e la consapevolezza di un adulto.
Le mele mature e i funghi
sono tesori da condividere
con una civetta dai grandi occhi.
Quando si ama un amico
lo si lascia essere felice.
Fabbricarsi le cose da soli,
i maghi siamo noi.
Casomai quando iniziamo
ad aiutare gli anziani che
hanno davvero bisogno?
E’ per questo che parlo sempre,
parlo delle cose scomparse e
che vorrei far ritornare.
Penso che vorrei morire
e qui c’è l’incontro con la mia famiglia,
madonnari e artisti.

Prego Dio,
ma non lo riesco a incontrare,
resta lontano.
Nella morte non si parla
ed è pure superiore a Dio.
Ho paura che se entro dalla porta
poi mi perdo
e io denuncio tutti
se non trovo la sicurezza personale.

600 sogni da sognare,
una camicia non basterà
per leggere con gli occhiali da sole.
Il medico, con l’insieme,
cura la malattia.
L’incantesimo dei bei discorsi
dona saggezza al corpo,
come il farmaco
è il veleno e il contro veleno.

L’affetto è la prima cosa che conta,
più del farmaco.
L’ambivalenza del farmaco della vita
divide ma non rinforza Hannibal.
Inciampo pensando a cosa
serve la psichiatria, e
mi attorciglio nella rabbia di Hodgkin.
Il sistema immunitario
mi attacca al quarto stadio.

La pallavolo brucia gli zuccheri
e assediamo Palazzo della Regione,
Cota lo facciamo caposcala.
L’urlo sveglia e spaventa
e spegne i sogni.
Sottomissione alla scrittura dei pensieri
e la trepidazione del mattino.
Senza farmaci non sarei vivo.
Sono solo come un pellegrino e
non ci scambiamo i numeri di telefono,
col salto del canguro morto.
Solo un animale agisce così,
ma a quest’età è permesso
se no, sai che lagna!
La perdita di bellezza
è un dolore grande, cosmopolita.

Cloni puliti e cloni sporchi
con cervelli psichiatrizzati,
secondo la teoria dell’occhio hitchcockiana.
Voglio assaporare altri pani meno amari,
come un centro sociale
e non psichiatrico.
La coscienza viene fuori
come la caramella a teatro,
tra una cioccolata e una mandorla.

Il medico ha azzeccato la cura,
senza esserne fuori.
Nel disorientamento
ci prendiamo cura.
Io non sono così,
faccio il medico di me stesso.
Ho smesso l’ansiolitico
dopo aver guardato
nel vocabolario.
L’ansia dimentica
la coscienza testuale,
gli opposti e i differenti di Platone
offrono un tampone esplosione.
Sento ancora l’ansia
perché me la autoproduco,
il gruppo ha assorbito
o meno l’ansia.,
Sono fatti tuoi e
adesso gli spacco la faccia.
Essere con l’ansia ingiustificata
provoca mal di stomaco
e chiedo serietà.
Vivere così fa consumare energie
e la valutazione esagerata
la sento vera, è la mia.
Le tecniche antiansia
non vengono insegnate,
ma strusciate.
Provo a chiedermi che
grado ho sulla realtà
stringendo il raggio.


Il sonno della ragione
genera i mostri
diceva Goya,
ma i mostri veri
vengono dalla veglia.
Abbiamo perso la
capacità di smarrirci.
L’ansia è come un conflitto
fra entità da nutrire
e un busto di marmo.
L’ansia di Derrida
giudica noi stessi e gli altri.
Il demone è la malattia.
Lo stupore per la meraviglia
che fu l’irreparabile.






venerdì 10 febbraio 2012

Sentimenti

Mente locale 6.02.2012


Caviglie rotte
su lastre di ghiaccio
carrozzine improvvise
e ruote per esistenze pesanti.
Arti ingessati
alla ricerca
delle stampelle per l’anima.

Sentimento
Senti, mento,
dice Epimenide di Cnosso,
ma il mentitore che mente
dice la verità?


 Golfi marini,
di cashmere golfini
le mazze del golf
nel golfo dei poeti,
insenature marine,
coste frastagliate e
frattali viventi,
correnti del golfo mistico,
che fan luccicar il mare
nel golfo di Sorrento,
dove Byron prende il sole
prima di scappare
e trovare la morte a Missolungi.


Anfratti intestinali,
elucubrazioni mentali,
prossimi e lontani
sulle labbra di Dio,
scissioni riuscite
e sintesi fallite
pensa l’igloo:
è fatto di ghiaccio
ma tiene caldo,
poeti dissipati
custodi di due paroline
“non so”,
statica o estatica?
Ecco l’aporia,
sintomi senza cuore
fanno un giro sui sentimenti,
quello per i miei figli
per una pianta,
anche per mio marito
malgrado i traslochi.

A volte è scontato il sentimento
ma amore e amicizia
si rafforzano nella difficoltà,
apparentemente sembro spento
ma dentro brucio
di passione e di sentimento,
ma forse è meglio
che i sentimenti
li tengo in riserva
come il grande Lebowski.


Sentire mentire
foresta di statue in cammino
amici, battaglie e pene
ricordi e disperazione,
viaggiare per fare non per vedere
partire e non tornare,
partire per la guerra
tornare per la pace;
Origene lancia gli sputi filosofici
viaggio dell’anima dopo la morte;
viaggiatore e profeta
Ulisse e Giona
e i Ciclopi nel ventre della balena.


Pellegrini sentimentali
viandanti mancanti
emozioni perse
sentimenti e illusioni,
sentimenti contrastanti
lo vedo e non lo sento,
amore e cattiveria
perdono e vendetta
amo e me ne frego
senso del dovere puro
ho perso le emozioni
mi è rimasta solo la paura,
sentire solo la voglia
di fare fuori
quarantadue chili
di corpo,
prendere venti pastiglie
per non sentire più
il sentimento mancante;
voi fate il vostro lavoro
di salvatori, ma a me
mi sta aspettando
la parte peggiore del mondo,
a me basta poco
per vedere la lingua
del demonio,
che guizza sul volto dell’amico;
vale un minias ogni quattro minuti
per venti volte,
meno male
che la madre sorveglia e salva,
nella vasca da bagno
non sono andata fino in fondo,
la lametta ha aperto un innesto alla vita,
all’altezza della giugulare,
dove sorge il profondo rosso,
dove si apre un profondo dialogo
con la morte.



Dolcezza con retrogusto amaro
tracimano i sentimenti
nella corrente del Golfo,
essere e muoversi
il sentimento ha da fare col corpo,
provo sentimento
dunque sono,
prendersi cura del gattino
di una pianta
un sentimento gentile.

Non ti preoccupare
del tuo sentimento violento,
grazie per le randellate,
il sentimento
di essere
Nessuno e Ulisse,
bisogna nominare e raccontare
i sentimenti violenti
i movimenti emotivi
i terremoti
i baratri e le cadute;
l’infinito
non si può sopportare
a lungo
senza metterlo
in un guscio di noce.


  

martedì 31 gennaio 2012

Compagnia necessita virtù

Mente Locale 31.01.2012
Compagnia necessita virtù

Al Trattamento Cinematografico Obbligatorio,
Shutter Island.
Un manicomio criminale
dove tutto può succedere.


Mente locale produce suggestione,
ma adesso si sta assopendo.
Facciamo memoria dei luoghi.
La stanchezza ci rende
meno effervescenti,
eppure il seme dell’ascolto
ci rende presenti.
Ripeto gli errori nel silenzio
perché non apprendo la lezione.

Ma cos’è questo silenzio?
La follia non lascia scampo,
resta l’amicizia di Aristotele.
La possibilità dell’impossibilità di essere amici
è la possibilità di arrivare da lidi lontanissimi.
Da Chivasso si vede il mare,
ma dal mare si vede Chivasso?



Ogni situazione della vita
ha un baratro.
La rivelazione dell’estasi
è quella dell’uomo
che si rivela a sé stesso.
Bataille sostiene l’amicizia
come discontinuità e nella nebbia
 c’è vuoto e confusione.
La paura parla in me
 con il neon epilettico e
provoca fastidio.
Problemi concreti e non passatempi,
anche se ne vorrei essere contagiato.
La minoranza vuole risolvere i problemi,
il resto parla dei dipinti,
ma gode del bello.

A Mente locale sono
come alla fermata del tram,
sono fuori luogo e
mi danno solo farmaci e sonnolenza.
Parla dei problemi perché
ti ascolto pienamente.
Per rispetto, ci sono modi di vedere.
Fatti valere ma senza
assolutizzare.
Un problema grande
prende tutta la mente.



Un amico è
che più ce n’è meglio è
mentre le risposte
le soffia via il vento.
Si chiede aiuto a chi
sta meglio di noi,
il teatro permette
di tirar fuori le emozioni,
ma senza dare troppa
minestrina al brodo.
La fantasia ci eleva,
divento veloce
come un neutrino e
 la difendo dal racket dell’ortofrutta.
Non sono assente alla scena,
se l’amicizia la conquisto..
che sia da ambo le parti.
Sbatto la porta
perché son presente.
Rispondo agli altri
cercando una risposta per me.

Le assenze
non sono
non presenze.
Il male mentale è
un male bastardo.
Sogno strascichi brutti, ma
la colazione riservata è
un atto di amicizia insieme
al mio teatro di ogni giorno.
Se non ci sono io
c’è qualcuno che supplisce
la mia assenza.
L’importante è esserci,
ma se dici carro, un carro
ti attraversa la bocca.
Da quando son nato
mangio parolacce.
Se non ha agito da amica,
allora gli ha fatto del bene.


Venerdì sera Nietzsche
ci porterà il suo baratro
con estrema lucidità.
Dice il dirimpettaio postumo di Nietzsche:
“Mente locale è un ottimo
face book alternativo”.
Se tu sei troppo dentro
ciò che farai sarà mediocre,
recita Mann.


Compagnia necessita virtù,
senza le sciocchezze dell’arte.
La parolaccia non esprime tanto,
e chi taglia la strada è opportunista.
Il baratro è il rischio di guardarlo e
 non tutti sono disposti a farlo.
Dice Rocky: “Se riesco a resistere
non sono solo un bullo di periferia”.
Costi quel che costi,
che l’arte
non sia consolatoria,
ma instaura una collaborazione.
Il manifesto di dolore
è molto fisico e anche teatrale.



La neve che cade
oggi è intrisa nel sangue
di questo baratro
 che ferma il tempo,
 servito con
contorno di patologia.
Amicizia è
quando entri nell’altra persona e
lei è dentro te.

Il baratro è una possibilità
che può accadere all’improvviso,
ma noi possiamo guardarlo insieme.
Il più comune dei problemi
è pensare solo ai propri problemi.
La società non è tonda e
siamo un po’ sociopatici.
Il sovrano non chiede amicizia
perché nella sudditanza
tutti gli sono amici.
E’ diverso piangere veramente dal dolore
piuttosto che a causa di
una cipolla.
Non sopporto chi esalta la follia,
vuol dire che non c’è passato.


Crescere è così dimenticare
di vivere per sempre.
Ti ho lasciato essere felice,
bisognava insegnarti
la sofferenza dei labirinti e adesso Icaro,
ti seppellirò qui,
tra i sorrisi dei loro tessuti vuoti.
Il sovrano non ha amici,
 a loro Bataille
ha lasciato la miseria del loro potere.
Gli altri invece l’accesso al mondo
mentre voglio sconfiggere il problema.
Mi domando se la terapia
coi farmaci sbagliati
sia giusta, ma mi ha contenuto.
I farmaci prendono a tutte le età e
mi prendo il lusso di stare in silenzio,
sconfiggendo il vuoto.
Scrivi del mio delirio
così ci potrò riflettere sopra.


giovedì 26 gennaio 2012

Oh amici, non ci sono amici!!!

Mente locale 24-01-2012



Trucchi,
passi smarriti
verso il prossimo
e se stesso,
museo dell’Io
edifici raccolti
opere d’arte e conservazione degli istinti,
labirinti e gallerie,
lucernari e cortili interni
a Louvre cerco
la raccolta dei pesi e delle misure,
nella triplice di Guggenheim
cerco dipinti leonardeschi e ambrosiani
che si perdono
nei cunicoli di Pietro Mica,
mai dire Maya,
grido l’apocalisse
verso i quaranta mila morti e
grido “io sono vivo”
e sento il fischio del silenzio,
the sound of silence,
sento mentana e lerner che invitano
a chiamare in televisione
e far sentire il fischio del silenzio,
invitano a perdersi nella giungla delle passioni,
mettere in gioco la propria identità,
vivere una piccola morte,
con ardore,
sovrumani silenzi
vo comparando,
parlare all’infinito
o all’imperativo
passare dal rito al diritto
seguendo Brahma
ma ci siamo persi
nelle diramazioni vediche.



L’ascolto dell’altro
un sussurro,
un grido dell’anima,
tanto va la gatta al lardo
che ci lascia lo zampillo,
io sono una donna notturna,
il mio segno o sogno è la pyrra,
e lì dove giaceva il corpo della piccola Yara
sono nati due fiori sconosciuti.
Io inizialmente mi nascondo,
fuggo e poi mi vergogno,
poi ritorno e
precipitosamente fuggo
alla vista del corpo nudo,
preferisco un ruolo drammatico,
ero Rocky
ma poi mi sono perso tra i supereroi,
dare chiedere
donare ricevere
oggetti che viaggiano sul motorino,
la carezza del vento non può sostituire
la carezza del padre,
no affetto
no amore
botte tante,
di giardino in giardino
fumando e camminando,
alla deriva con amicizia
equilibrio squilibrio,
quando entri nel branco cosa succede?
Risponde Aristotele:
oh amici, non ci sono amici!!!



Soma come Pyrra,
pietra e fuoco creano la donna,
sono fuoco e fiamme,
fiamma perenne,
sono acqua,
acqua nel bagnetto della bimba,
fuoco, acqua e acido lattico,
da bimba sono stata chiusa in box ludici
e poi da grande
incorporata nella televisione
insieme a tutte le stelle
da Mike Buongiorno ad Alba Parietti.
Oh amici,
non ci sono amici
neanche da Maria de Filippi
Uomini e donne
è una cacata,
ho le mie riserve
mi fido e non mi fido
amici e non amici
con moderazione ho fiducia nell’uomo
e non a Dio surgelato,
impossibile spiegare l’amore
è già difficile sentirlo.



Il buon samaritano
cerca la pecorella smarrita,
per fare amicizia
vanno al cinema
a vedere Il Cacciatore,
è questo che vuoi?
Chiedeva il buon samaritano alla pecorella
puntando la pistola su se stesso,
è questo che vuoi?
Forse è meglio
se ci scambiamo le mezze albicocche,
essere o avere
avere o essere?
Chi trova un amico
trova un teatro.

mercoledì 18 gennaio 2012

Bisogna farla finita col giudizio dell'Io

Mente locale 17-01-2012



Una conventicola millenarista
cerca di compiere la sua missione di fede
facendosi strada tra kant e Shopenhauer
tra velo di maya e ragion critica.

Terra, donna in attesa
mare, onda in discesa
guardando bene,
mi son ricreduto
era solo
una lavatrice accesa.

Michel Foucault
che è molto di più di un dio
legge le vite in parallelo
congiunte al infinito
storie minori
che cercano parole
già dall’età ellenistica.

Totem e tabù abbattuti
ecco perché non funziona l’erezione,
facciamo un giro a vuoto
intorno alla nostra parte femminile;
dormivo,
dormivo e sognavo,
il ciclo che mi ritorna,
dopo 18 mesi,
geografie rosse
disegnate da un miracolo di Cristo,
sognavo
nell’ultima cena
cibarsi del corpo
proprio e altrui,
ma toglietemi una curiosità,
esistono maschi anoressici?

Bisogna
farla finita
col giudizio dell'Io,
far rotolare la sfera
del eros degenerato,
riscoprire civiltà sepolte nelle viscere,
accettare la propria parte femminile.

L’uomo sessuale
si dà al pallavolo
la mente forgia il corpo
col mantra e il tantra,
non puoi scegliere dio
come se fosse il proprio io.

Psiche e psicosi
mente e mentosi
a porta palazzo non ci vado più
perché volano sciabolate
e arti disarticolati,
me lo ha detto mia madre.

L’io incollato alla persona
come una seconda pelle,
l’io come pelle sociale
e l’orecchio dentro al orecchio
un pensiero che pensa se stesso.

Odore di carne sciolta nell’acido
odore di morte al pronto soccorso
sento l’odore della cocaina
ogni volta che accendo una sigaretta,
odore di morte che sale su dal gabinetto,
eros e thanatos
andata e ritorno
il corpo della donna
eros e thanatos.

Dopo molto tempo
è ritornato il ciclo
perché ho iniziato
ad avere chiara
la mia identità
sono ritornate le mestru
festa del inconscio
che ha superato
abusi e traumi del passato
che hanno cancellato
la mia femminilità,
è ritornato il ciclo
e ho scoperto
che sono seguace di Sapfo,
poesia femminile
contro i pregiudizi.

L’autoerotismo
è una sorta di eroismo dell’io.

venerdì 13 gennaio 2012

Torino mad pride teatro

Mad pride presenta:

TORINO MAD PRIDE TEATRO

Organizzato da
Luca Atzori e Mariaelena Piovesan

Ingresso gratuito
Offerta libera

Torino mad pride teatro non intende presentarsi come una normale rassegna.
TMPT ci tiene a evidenziare la propria diversità con fierezza e orgoglio.
A partire dal 2012 TMPT inizierà ad insinuarsi fra i teatri, i locali, le strutture psichiatriche, le sedi delle associazioni che si occupino del disagio mentale etc.
Ci saranno diversi tratti che ne contraddistingueranno la "personalità": le compagnie teatrali composte da utenti psichiatrici, o che più semplicemente rientrino nella categoria del “teatro civile” si esibiranno o in locali o in teatri.
Le compagnie composte da "normali" teatranti si esibiranno in strutture psichiatriche o comunque vicine agli utenti (case appartamento, associazioni,…) e dovranno trattare argomenti che siano affini al disagio, la follia.
Ogni serata di Mad pride festival sarà distinguibile da una girandola presente nella location Mad pride festival è una rassegna libera, e tende a muoversi in libertà.

La finalità è quella di creare un vero e proprio evento che possa generare uno scambio fra due realtà (quella dei "normali" e quella dei "folli") in maniera che possano essere scardinate (anche solo lontanamente, un giorno) tutte le paure che ancora incombono nelle relazioni fra di esse.

Vorremmo raccogliere le volontà di tutta la città di Torino, affinché una semplice "rassegna" si trasformi in un vero e proprio evento a lunga durata. I matti devono avere diritto di uscire di casa loro senza per forza avere di mezzo i loro operatori che li controllino ad ogni movimento che fanno. I matti devono avere la possibilità di vedere svolgersi nelle strutture create per loro spettacoli delle compagnie operanti a Torino.

"Il teatro è una dichiarazione di follia



CALENDARIO
Una storia da non raccontare. Della compagnia "L'interezza non è il mio forte".
19 Gennaio - Caffè della caduta - Via Bava 39

Anima mia che metti le ali di e con Silvia Lorenzo.
20 Gennaio 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

Come si diventa ciò che si è. Nietzsche a Torino di Marte Costa.
3 Febbraio 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

Happy new fear. Re-cita. Imari.
17 Febbraio 2012, - Ex teatro antico - Via San Marino 10

La stanza di Antigone di e con Alessandra Nicoloso e Raffaella d'Angelo.
9 Marzo 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

Storie nella storia della storia di Marina di Paola e Dario Tagliamacco.
3 Marzo 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

Il suicidio, di Marta di Giulio.
06 Aprile 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

Anna Cappelli, di Eidos teatro
20 Aprile 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

Titolo provvisorio everything we ve got behind di Inti Nilam
04 Maggio 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

L' (a) normalità non esiste, di e con Maria Elena Piovesan.
18 Maggio 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10+

Forum in azione
01 Giugno 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10

Icaro di Luca Atzori
15 Giugno 2012 - Ex teatro antico - Via San Marino 10



Torino Mad Pride Teatro

presenta


“Anima mia che metti le ali”
Storia di Sabina Spielrein

20 Gennaio 2012 alle ore 21.00
Ex teatro antico,via San Marino 10

Interpretato da Silvia Lorenzo

ideazione drammaturgica e scenica di Silvia Lorenzo
con la collaborazione di Timothy Keller
aiuto registico di Przemek Wasilkowski

Progetto di residenza sviluppato presso il Grotowski Institute
( Wroclaw-Polonia)
Produzione “ Fiorile delle Arti e Culture”


Sofferente di una grave forma di isteria Sabina SPIELREIN, ebrea russa, fu paziente di Jung, ed in seguito sua amante. Laureatasi in medicina divenne ella stessa psicanalista e sicuramente le sue teorie influirono sul lavoro di Jung. Figura a lungo ignorata e sottovalutata fino al ritrovamento ed alla pubblicazione della sua corrispondenza con Jung e Freud.

Anima mia che metti le ali è il percorso di Sabina, lontano dal cliché della “follia” dove la comunità scientifica ha voluto ingenuamente relegarla.

In scena la donna che, grazie alle sofferenze accolte ed interpretate, ha raggiunto la consapevolezza della propria complessità, trovando, alla fine, la porta della sua “cella”, la sua passione e la sua forza, il suo pensiero di donna anticonformista, precorritrice dei tempi, segnata dalla pulsione amorosa, dal dolore e dalla grande forza.

Per ripercorrerne la storia e il carattere mi sono avvalsa delle lettere da lei scritte a Freud e a Jung, delle risposte degli stessi alle sua missive, delle cartelle cliniche redatte da Jung nel periodo del suo ricovero e, prevalentemente, delle pagine sul suo diario.